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Dracocephalum
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Contents
• Radici
• Fusto
• Foglie
• Fiore
• Frutti
• Biologia
• Ecologia
• Specie
• Usi
• Note
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Etimologia
Il mwhgnome scientifico del genere è stato definito da mwhwLinneo (1707 – 1778) nella pubblicazione "mwiamwiqSpecies Plantarum" del 1753.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]
Descrizione
Radici
Fusto
La parte aerea del mwzwfusto è legnosa, eretta (o prostrata) con peli lanosi addensati soprattutto ai mwaanodi. La sezione del fusto è tetragona (quadrangolare) a causa della presenza di fasci di mwaqcollenchima posti nei quattro vertici.
Foglie
Le mwbafoglie lungo il fusto sono disposte in modo opposto (in genere a 2 a 2) e ogni coppia successiva è disposta ad angolo retto rispetto alla sottostante (disposizione mwbqdecussata). Sono mwbgpicciolate o da subsessili a mwbwsessili (soprattutto verso l'alto). La forma della lamina delle foglie è intera (semplice) con contorno lineare oppure lineare-mwcalanceolato oppure è divisa in mwcqlacinie lineari (mwcgpennatosette). Le mwcwstipole sono assenti.
Infiorescenza
Le mwdginfiorescenze sono formate da alcuni fiori (2 - 4) raccolti in più verticilli (o verticillastri) sovrapposti formanti nell'insieme una infiorescenza cilindrica e compatta di tipo mwdwtirsoide. Le mweabrattee dell'infiorescenza sono simili alle foglie ma più piccole; a volte sono colorate.
Fiore
• mwhqFormula fiorale:
• Il mwlwcalice del fiore è del tipo mwmagamosepalo e bilabiato (submwmqzigomorfo), con forme da tubolari a campanulate e terminate con 5 denti (o lobi) acuti disuguali con struttura più o meno 3/2. Il tubo è diritto o lievemente incurvato. La superficie del calice, mwmgpubescente, è percorsa da una decina (da 13 a 15) di nervature longitudinali. I lobi possono essere mwmwaristati. Nel labbro superiore il lobo mediano è più largo; in quello inferiore i lobi sono più corti.
• La mwnqcorolla, mwnggamopetala, è a simmetria bilabiata (mwnwzigomorfa) con struttura 1/3 (oppure 2/3) terminante con 4 lobi mwoapatenti (i due petali superiori sono concresciuti). Il tubo è cilindrico-campanulato appena incurvato ed è ricoperto in parte dal calice. Il labbro superiore è mwoqpatente-ricurvo (simile ad un cappuccio); il labbro inferiore ha tre lobi: uno grande centrale e due minori laterali. I lobi sono appena smarginati. La parte interna della corolla è priva dell'anello di peli. Il colore è azzurro-violetto, rosa o bianco.
• Androceo: gli mwowstami sono quattro (manca il mediano, il quinto) mwpadidinami (una coppia è più lunga); sono tutti fertili e generalmente sono inclusi nel tubo corollino (raramente sono sporgenti). I mwpqfilamenti, mwpgadnati alla corolla, sono paralleli e ravvicinati al labbro superiore della corolla. Le mwpwantere, hanno forme più o meno arrotondate, mentre le mwqateche, pelose o mwqqglabre, sono due e divaricate (divergono di 180°). I granuli mwqgpollinici sono del tipo mwqwtricolpato o esacolpato.
• mwrqGineceo: l'mwrgovario è mwrwsupero (o anche semi-infero) formato da due mwsacarpelli saldati (ovario bicarpellare) ed è 4-mwsqloculare per la presenza di falsi setti divisori all'interno dei due carpelli. La mwsgplacentazione è mwswassile. Gli mwtaovuli sono 4 (uno per ogni presunto loculo), hanno un mwtqtegumento e sono mwtgtenuinucellati (con la nocella, stadio primordiale dell'ovulo, ridotta a poche cellule).cite-ref-11[11] Lo mwuwstilo inserito alla base dell'ovario (stilo mwvaginobasico) è del tipo filiforme e più o meno lungo come gli stami. Lo mwvqstigma è bifido con lobi subuguali. Il mwvgnettario è un disco alla base e intorno all'ovario più sviluppato anteriormente e ricco di nettare.
Frutti
Il frutto è uno mwwqschizocarpo composto da 4 mwwgnucule (tetrachenio) secche, con forme da ovoidi a mwwwoblunghe fortemente trigone, con superficie liscia e mwxaglabra. L'mwxqendosperma è scarso o assente.
Biologia
Riproduzione
Le specie di questo genere si mwyqriproducono per mwygimpollinazione tramite insetti tipo mwywditteri e mwzaimenotteri, raramente mwzqlepidotteri (mwzgimpollinazione entomogama).cite-ref-tavbotsis-7-2[7]cite-ref-12[12]
La mw2adispersione dei semi avviene inizialmente a causa del vento (mw2qdispersione anemocora); una volta caduti a terra sono dispersi soprattutto da insetti tipo formiche (mw2gmirmecoria).
Ecologia
Le due specie del territorio italiano sono rare in quanto confinate in limitate zone mw3qxerotermiche a clima continentale. Probabilmente sono specie di origine mw3gterziaria, ma mentre nel mw3wbacino pannonico e mw4asarmatico l'areale si è contratto a causa delle oscillazioni climatiche, nelle mw4qAlpi il genere mw4gDracocephalum è reimmigrato nel periodo caldo susseguente all'ultima glaciazione.cite-ref-pignatti-8-1[8]
Distribuzione e habitat
Questo genere comprende piante distribuite nell'mw6qEuropa centrale ed mw6gorientale, in mw6wAsia, in mw7aNord Africa (una specie) e in mw7qNord America (una specie). Tutte prediligono luoghi aridi e tendono a divenire infestanti o ruderali anche al di fuori del loro territorio nativo.
| Specie | Comunità vegetali | Piani vegetazionali | Substrato | pH | Livello trofico | H 2 O | Ambiente | Zona alpina |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Dracocephalum austriacum | 9 | subalpino montano collinare | Ca | basico | basso | arido | F2 | TN BZ |
| Dracocephalum ruyschiana | 10 | subalpino montano | Ca - Ca/Si | neutro | basso | secco | F5 I1 | CN TO AO BZ |
| Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. | Legenda e note alla tabella. Substrato con “Ca/Si” si intendono rocce di carattere intermedio (calcari silicei e simili); vengono prese in considerazione solo le zone alpine del territorio italiano (sono indicate le sigle delle province). Comunità vegetali : 9 = comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche; 10 = comunità delle praterie rase dei piani subalpino e alpino con dominanza di emicriptofite. Ambienti : F2 = praterie rase, prati e pascoli dal piano collinare al subalpino; F5 = praterie rase subalpine e alpine; I1 = boschi di conifere. |
Tassonomia
La famiglia delle mwatyLamiacee comprende circa 220 generi e quasi mwatc7000 speciecite-ref-botsis-9-2[9]cite-ref-agol-14-0[14]. La famiglia è suddivisa in 12 mwauasottofamiglie: il genere mwaueDracocephalum fa parte della sottofamiglia mwauiNepetoideae (mwaumtribù mwauqMentheae, mwauusottotribù mwauyNepetinae).cite-ref-kadereit-6-1[6]cite-ref-olm-15-0[15]
Nell'ambito della famiglia il genere mwavaDracocephalum si distingue per i seguenti caratteri:cite-ref-pignatti-8-2[8]
• la superficie del calice è percorsa da 13 - 15 nervature longitudinali;
• la corolla normalmente è mwavszigomorfa ed ha due labbra ben sviluppate (bilabiata);
• il labbro superiore della corolla ha la forma di un cappuccio;
• la parte interna della corolla è priva di peli;
• gli mwav8stami sono 4 e tutti fertili;
• gli stami sporgono poco dal tubo corollino.
I mwawinumeri cromosomici delle specie di questo genere sono variabili: 2n = 10, 12, 14, 18, 20, 36 e 72.cite-ref-kadereit-6-2[6]
Il genere tradizionalmente è suddiviso in tre sottogeneri:cite-ref-kadereit-6-3[6]
• subgenere mwaxmFedtschenkiella mwaxq(Kudr.) Schischk.: gli stami sono sporgenti; le antere sono glabre.
• subgenere mwaxyRuyschiana mwaxc(Mill.) Briq.: gli stami sono inclusi; le antere sono mwaxgpubescenti.
Specie
• Dracocephalum adylovii I.I.Malzev
• Dracocephalum aitchisonii Rech.f.
• Dracocephalum argunense Fisch. ex Link
• Dracocephalum aucheri Boiss.
• Dracocephalum baldshuanicum (Gontsch.) A.L.Budantzev
• Dracocephalum bipinnatum Rupr.
• Dracocephalum botryoides Steven
• Dracocephalum breviflorum Turrill
• Dracocephalum bullatum Forrest ex Diels
• Dracocephalum butkovii Krassovsk.
• Dracocephalum calophyllum Hand.-Mazz.
• Dracocephalum canescens L.
• Dracocephalum charkeviczii Prob.
• Dracocephalum cuspidatum (Boriss.) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum discolor Bunge
• Dracocephalum diversifolium Rupr.
• Dracocephalum ferganicum Lazkov
• Dracocephalum foetidum Bunge
• Dracocephalum formosum Gontsch.
• Dracocephalum forrestii W.W.Sm.
• Dracocephalum fragile Turcz. ex Benth.
• Dracocephalum fruticulosum Steph. ex Willd.
• Dracocephalum grandiflorum L.
• Dracocephalum ghahremanii Jamzad
• Dracocephalum heterophyllum Benth.
• Dracocephalum hoboksarensis G.J.Liu
• Dracocephalum ibericum M.Bieb.
• Dracocephalum imberbe Bunge
• Dracocephalum imbricatum C.Y.Wu & W.T.Wang
• Dracocephalum integrifolium Bunge
• Dracocephalum isabellae Forrest ex W.W.Sm.
• Dracocephalum jacutense Peschkova
• Dracocephalum junatovii A.L.Budantsev
• Dracocephalum kafiristanicum Bornm.
• Dracocephalum karataviense Pavlov & Roldugin
• Dracocephalum komarovii Lipsky
• Dracocephalum kotschyi Boiss.
• Dracocephalum krylovii Lipsky
• Dracocephalum latilabiatum (C.Y.Wu & H.W.Li) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum lindbergii Rech.f.
• Dracocephalum longipedicellatum Muschl.
• Dracocephalum macranthum (Boriss.) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum microflorum C.Y.Wu & W.T.Wang
• Dracocephalum microphyton Y.P.Chen, Y.S.Chen & C.L.Xiang
• Dracocephalum multicaule Montbret & Aucher ex Benth.
• Dracocephalum multicolor Kom.
• Dracocephalum nodulosum Rupr.
• Dracocephalum nuratavicum Adylov
• Dracocephalum nuristanicum Rech.f. & Edelb.
• Dracocephalum nutans L.
• Dracocephalum oblongifolium Regel
• Dracocephalum olchonense Peschkova
• Dracocephalum officinale (L.) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum origanoides Stephan ex Willd.
• Dracocephalum palmatoides C.Y.Wu & W.T.Wang
• Dracocephalum palmatum Steph. ex Willd.
• Dracocephalum parviflorum Nutt.
• Dracocephalum paulsenii Briq.
• Dracocephalum peltatum L.
• Dracocephalum peregrinum L.
• Dracocephalum pinnatum L.
• Dracocephalum polychaetum Bornm.
• Dracocephalum popovii T.V.Egorova & Sipliv.
• Dracocephalum propinquum W.W.Sm.
• Dracocephalum psammophilum C.Y.Wu & W.T.Wang
• Dracocephalum purdomii W.W.Sm.
• Dracocephalum renati Emb.
• Dracocephalum rigidulum Hand.-Mazz.
• Dracocephalum royleanum Benth.
• Dracocephalum rupestre Hance
• Dracocephalum sajanense Stepanov
• Dracocephalum schischkinii Strizhova
• Dracocephalum scrobiculatum Regel
• Dracocephalum seravschanicum (Dubj.) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum spinulosum Popov
• Dracocephalum stamineum Kar. & Kir.
• Dracocephalum stellerianum Hiltebr.
• Dracocephalum subcapitatum (Kuntze) Lipsky
• Dracocephalum subulifolium (Rech.f.) Y.P.Chen & B.T.Drew
• Dracocephalum surmandinum Rech.f.
• Dracocephalum taliense Forrest ex W.W.Sm.
• Dracocephalum tanguticum Maxim.
• Dracocephalum thymiflorum L.
• Dracocephalum truncatum Y.Z.Sun ex C.Y.Wu
• Dracocephalum velutinum C.Y.Wu & W.T.Wang
• Dracocephalum wallichii Sealy
• Dracocephalum wendelboi Hedge
Specie della flora italiana
• mway4mway8Dracocephalum austriacum mwazaL. - Melissa austriaca: l'altezza varia tra 40 e 60mwaze cm; le foglie hanno la lamina incisa in 3 o più lacinie; la corolla è lunga 30 – 40mwazi mm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwazmcamefita suffruticosa (Ch suffr); il mwazqtipo corologico è mwazuOrofita Sud Europeo - Caucasico (substeppico); l'mwazchabitat tipico sono i pendii aridi, le rupestri e i cedui; in mwazgItalia è una specie rara e si trova solamente al Nord fino ad una altitudine compresa tra mwazk1300 e mwazo2000 mwazsm mwazws.l.m..
• mwaz4mwaz8Dracocephalum officinale mwaaaL. (mwaaesin. mwaaiHyssopus officinalis mwaamL.) - Issopo officinale
• mwaaumwaayDracocephalum ruyschiana mwaacL. - Melissa di Ruysch: l'altezza varia tra 10 e 30mwaag cm; le foglie hanno la lamina semplice; la corolla è lunga 25 – 30mwaak mm; il ciclo biologico è perenne; la forma biologica è mwaaocamefita suffruticosa (Ch suffr); il mwaastipo corologico è mwaawOrofita Eurasiatico (substeppico); l'mwaa4habitat tipico sono i pendii aridi; in mwaa8Italia è una specie rarissima e si trova solamente al Nord fino ad una altitudine compresa tra mwaba1300 e mwabe2200 mwabim mwabms.l.m..
Alcune specie
Usi
Risale al 1596 i primi impieghi di queste piante nel mwagggiardinaggio italiano. In particolare si coltivava la "melissa della Moldavia" o "melissa turca" (mwagkmwagoDracocephalum moldavica). Più tardi, nel 1759, fu introdotta dalla mwagsSiberia anche la mwagwDracocephalum grandiflorum.cite-ref-motta-3-2[3]
Note
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cite-note-stras-1010. ↑ mwankmwanoStrasburger 2007,mwans pag. 850.
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cite-note-1212. ↑ mwaoqmwaouPignatti 1982,mwaoy vol. 2, pag. 437.
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Bibliografia
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• citerefjudd-2007Judd S.W. et al., Botanica Sistematica – Un approccio filogenetico, Padova, Piccin Nuova Libraria, 2007, ISBN 978-88-299-1824-9.
• citerefmusmarra-1996Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole, 1996.
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• citerefaeschimann-et-al-2004D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004.
• citerefconti-et-al-2005F.Conti, G.Abbate, A.Alessandrini, C.Blasi, An annotated checklist of the Italian Vascular Flora, Roma, Palombi Editore, 2005, ISBN 88-7621-458-5.
• citerefmotta-1960Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta, Milano, Federico Motta Editore, 1960.
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Collegamenti esterni
• mwaqgmwaqkDracocephalum eFloras Database
• mwaqsmwaqwDracocephalum IPNI Database
• mwaq4mwaq8Dracocephalum EURO MED - PlantBase Checklist Database